ott 26, 2010 Umberto Gallucci Home Page, La Dolce Vita 1
«Qui a Ravello ho trovato un tesoro: è stata la scelta della mia seconda famiglia, della mia casa e degli affetti che tutto questo comporta». Ad affermarlo è Renato Brunetta, in occasione dei festeggiamenti per i primi 130 anni dell’hotel Bonadies di Ravello. Presso lo storico albergo della Città della Musica il Ministro per la pubblica amministrazione e innovazione è di casa da circa dodici anni. E con il proprietario, cav. Andrea Carrano Bonadies, vanta un rapporto fraterno.
«Ero a Positano per un convegno – ha ricordato Brunetta – e Andrea per caso mi venne a prendere con la sua auto. Da quel giorno non ci siamo lasciati più, sono stato adottato dalla sua famiglia, più di tutti da Slavina, la moglie. Il ricordo della capofamiglia mi insegue sempre ogni volta che vengo a Ravello. Quando la sera torno nella mia casa a Ravello qui sotto, guardo il Bonadies e penso che il Bonadies guardi anche me. Qui a Ravello mi sposerò, perché Ravello è stata la scelta della mia seconda famiglia, della mia casa e degli affetti che tutto questo comporta. Una storia semplice, di amicizia, di passioni, una storia di lavoro comune; io sono per Andrea e tutta la sua famiglia semplicemente Renato, e lo sono anche per tutti coloro che lavorano qui penso. Io oggi non volevo mancare, perché una mia testimonianza è un mio modo di dire grazie, anche io ho trovato un tesoro, un tesoro di relazioni di affetti. Passano anche settimane che non ci sentiamo a causa del lavoro, ma mi piace quando torno con la mia compagna Titti, sentirmi a casa quando entro nel Bonadies. Vedendo il video con la storia del Bonadies mi sono commosso nel vedere nelle foto i caratteri genetici che ritornano, il mento, il naso e ritrovare i caratteri e le passioni e ritrovare le sensibilità, le diversità. Il Bonadies è un pezzo di storia dell’Italia. Tra un po’ celebriamo i 150 anni dell’unità d’Italia, questi sono i 130 anni di unità di una famiglia, di unità di lavoro, di una bellezza, della forza e della continuità. Andrea auguri, altri 130 anni, le nostre vite continueranno ad essere intrecciate, con i tuoi figli con i tuoi nipoti, con il tuo futuro. Ti ringrazio io perché io qui ho trovato un tesoro».
E Ravello è protagonista dell’ultimo libro di Brunetta “Oggi (vi) cucino io”, (Sperling&Kupfer) disponibile nelle librerie dl prossimo 2 novembre. Il Ministro parla della sua casa e delle marmellate di limoni preparategli dalla signora Slavina.
«Difficile raccontare una storia dolce e bella senza ricadere nei luoghi comuni -si legge -. Metto su casa a Ravello (le case da ristrutturare in luoghi impervi sono la mia passione). Il rudere me lo vende una famiglia di albergatori (i Carrano-Bonadies ndr). Finisce che non solo prendo il rudere ma vengo adottato dall’intera famiglia. Che diventa la mia (seconda) famiglia. Slavina, nome strano, è la mamma: è lei che mi adotta per prima. Donna forte e dolce. Ogni volta che andavo a trovarla mi regalava sempre stupende marmellate di limoni. Si è raccomandata con i suoi di darmele sempre, anche in sua assenza. Lei a sua volta ha voluto portare con sé un mio piccolo regalo, una borsa di stoffa. Quella mattina quando l’abbiamo accompagnata al cimitero ci siamo rasserenati perché dal suo loculo, lassù in alto, avrebbe potuto vedere il mare. Come non amare le marmellate di limone di Ravello?».
fonte: ilvescovado
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