mag 17, 2017 Luigi Liberti Fotogallery, Serie A 0
Roma. La Juventus ha dovuto congelare i progetti di festa, perché l’inizio della stagione del raccolto doveva essere domenica e invece è stato posticipato di tre giorni almeno, e come per l’Inter sette anni fa il primo trofeo a tiro è la Coppa Italia. “Non abbiamo più tempo da perdere - tuona Allegri - adesso dobbiamo raccogliere. Rifarei assolutamente tutte le scelte di domenica scorsa, anche perché fino a quel momento avevano sempre premiato. La differenza l’hanno fatta i dettagli nei gol che abbiamo preso: quando ci metti meno attenzione può succedere di tutto. La Lazio ha giocatori bravi, un ottima rosa, giovane e di qualità. Faccio i complimenti ad Inzaghi perché è un ragazzo molto sveglio ed è stato sveglio a capire in fretta le cose da fare, senza perdersi in chiacchiere”. Filippo Inzaghi ? Faccio i complimenti anche a lui, che quest’anno il Triplete l’ha già vinto”. Allegri dovrà scegliere le giuste pedine per contrastare la squadra di Simone Inzaghi che ha segnato ventidue gol nelle ultime sette gare. Si schiererà nuovamente con il 4-2-3-1 dove in porta ci sarà come sempre in Coppa Italia, Neto. In difesa, il tecnico livornese schiererà una squadra simile a quella delle Champions contro il Monaco. Sulle fasce toccherà a Barzagli e Alex Sandro, mentre in mezzo ci saranno Bonucci e Chiellini, al ritorno dopo la pausa con la Roma. A centrocampo spazio a Marchisio e a Rincon che dovrebbe vincere il ballottaggio con Lemina e Sturaro, poco positivi contro la Roma. Tutto da decifrare l’attacco. “Devo valutare sia Mandukic sia Dybala, che domenica ha fatto una buona mezzora ma che ha ancora fastidi ai flessori: lo sto risparmiando e devo essere sicuro che se gioca non gli succeda niente. Valuterò anche se schierare con la diesa a tre o a quattro, non ho ancora deciso. Però undici giocatori in grado di disputare una partita giusta ci saranno. E di sicuro faremo una prestazione molto attenta. Con la Roma abbiamo perso perché ci abbiamo messo un’attenzione diversa da quella che abbiamo sempre. Ci sono momenti in cui qualcosa lasci per strada, ma l’importante è essere sul punto di giocarsi tutto. A Higuain chiedo di giocare come gioca di solito. Piuttosto chiedo alla squadra, ma i ragazzi sono molto responsabili e già lo sanno, di giocare una partita diversa da quella di domenica scorsa, che è stata troppo leggera. Avrei messo al firma per arrivare a Roma con quattro punti di vantaggio. Siamo arrivati con sette, ben oltre le aspettative. Adesso abbiamo i venti giorni che valgono una stagione, a cominciare da questi primi quattro in cui non bisogna pensare, ma solamente fare. Da qui non si scappa”.
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Provateci voi a sedervi sulla panchina della Lazio dopo che un santone come Bielsa se ne va sbattendo la porta per i mancati acquisti e Lotito vi richiama per guidare la macchina col motore acceso, con il rischio di andare fuori giri già ad agosto, quando pure Keita sembra a un passo dalla rottura. Provateci voi a prendere il volante e condurre la Lazio dritta in Europa, davanti a Milan e Inter, e parcheggiarla fino alla finale di Coppa Italia dopo aver sbattuto fuori niente meno che la Roma alle porte del traguardo. Simone Inzaghi ci ha provato e ci è riuscito, ora manca solo l’ultima curva. Fondamentale attaccarla con la messa a punto giusta. Ecco perché questa frase del tecnico biancoceleste suona tanto di avviso agli avversari: “Noi siamo in un ottimo momento”. ”Loro sono certamente favoriti, ma una partita secca, con la giusta interpretazione, può succedere di tutto. Certo, serve la partita perfetta: in campionato, all’andata ci hanno puniti alla prima disattenzione; al ritorno meritammo di perdere”. Con l’equilibrio che lo contraddistingue, Inzaghi batte e ribatte su un tasto: il momento giusto è questo. “Se preferivo incontrare una Juve già campione d’Italia? La Juve è sempre la Juve, io da italiano sono orgoglioso che la Juve sia in finale di Champions, ma domani è il momento giusto per giocare una partita così”. Una finale nel suo stadio, con i tifosi biancocelesti ritornati a cantare per Immobile e compagni (e il fratello Pippo a fare il tifo per lui, “stasera starà con i miei bambini e domani sarà in tribuna”). “Ripenso alla prima gara che ho fatto all’Olimpico da tecnico, ci saranno state 4mila persone… Ora mi sembra di essere tornato ai tempi in cui giocavo, quando vincevamo scudetti e coppe”. Già, lui è uno specialista e finora non ha steccato alle prime volte: “Al primo anno da giocatore l’ho vinta sul campo, alla prima stagione da allenatore della Primavera l’ho vinta in panchina… speriamo succeda anche in questa prima finale da tecnico della prima squadra”.
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