giu 22, 2010 Umberto Gallucci Home Page, New York 0
Azioni spettacolari, goal da fuori area, bellezze sugli spalti queste non sono le uniche parole chiave del mondiale 2010 che si sta disputando in Sudafrica. Uno dei principali obiettivi della Fifa, che ha deciso di organizzare per la prima volta il mondiale nel continente nero, è quello di dare una speranza in più al futuro della popolazione africana. Tante sono le iniziative che diverse associazioni mettono in atto ogni giorno, associazioni che come unico obiettivo è quello di educare e formare i giovani africani, facendoli divertire tutti insieme.
In questi giorni nella township di Soweto, area urbana più grande della città di Johannesburg si sta svolgendo un progetto speciale dedicato ai giovani disagiati del Sudafrica. “Soweto Youth Camp Held To Teach HIV Prevention” questo è il nome del progetto organizzato dal SABCOHA, costituito da due elementi principali: un programma di vacanze scolastiche per i bambini di cinque province e corsi di educazione alla prevenzione della HIV/AIDS. “Con l’arrivo dei mondiali, la febbre da calcio è alta, ed è molto difficile non sentirsi eccitati dalle opportunità che questo evento porterà in questo paese”, così Brad Mears, CEO di SABCOHA commenta l’iniziativa. “Il nostro progetto serve per non perdere di vista alcune delle sfide sociali più gravi che il paese deve affrontare in questo periodo” aggiunge Mears.
Compito di questo progretto è quello di tenere occupati i bambini del Sudafrica in modo sicuro durante le vacanze scolastiche. Sono diversi i campi dove si svolgono le attività del progetto, dove vengono ospitati circa 1500 bambini dai 6 ai 13 anni di età. Per organizzare questo evento, la SABCOHA ha stretto diverse collaborazioni con associazioni locali: Soul City, Dance4Life, South African Rugby Legends Association e PlaySoccer. Il campus è chiamato “Camp I Am”, e prevede corsi di apprendimento esperenziale, corsi accademici, di atletica leggera, calcio, danza, teatro, arte creativa, di vita sociale ma sopratutto di educazione alla prevenzione dall’ AIDS. Nel Paese del Mondiale su 50 milioni di abitanti, circa5,7 milioni di persone sono affetti dal virus dell’ AIDS. All’interno del campus vengono istruiti anche i genitori di questi ragazzi.
Quindi il mondiale non è solo calcio non si svolge solo all’interno degli stadi e i protagonisti non sono solo i campioni, ma sono sopratutto i bambini del Sudafrica, perchè così questi ragazzi avranno una speranza in più per il loro futuro.
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