giu 09, 2010 Umberto Gallucci Home Page 0
“Se risuccede sul carro non li farò salire”, questa è la frase chiave della prima conferenza stampa del ct Marcello Lippi. Si dovrebbe dire come nelle fiction che “ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale”, invece no. Il ct Campionde del Mondo ce l’ha con qualcuno in particolare, sopratutto con chi in momenti di “crisi” invece di aiutare, critica solo e, poi sopo in caso di trionfo dice altro. Una frase figlia delle polemiche che in molti hanno lanciato e che, stanno accompagnando da tanto tempo gli azzurri. “Le polemiche di questi giorni? Ve lo spiego io il perchè – ha commentato Lippi, rispondendo a una domanda sul caso Marchisio e sulle dichiarazioni di Calderoli – Quando si avvicina il Mondiale, tutte le categorie vogliono dire la loro. E allora che la dicono. Se le polemiche servissero a cementare il gruppo, hai voglia a cementare… Ma il gruppo non è scalfito e‚ rafforzato da quel che gli succede attorno”.
Oggi è iniziata ufficialmente l’avventura degli Campioni del Mondo in carica in Sud Africa. L’Italia come nell’82 e nel 2006 non rientra tra le favorite per la vittoria finale e, però Marcello Lippi ci crede “Ho le idee chiare su che Italia sarà e sono molto più carico di quattro anni fa. Noi vogliamo andare lontano, se possibile fino in fondo”. I giorni per migliorare sono sempre di meno, e la partita contro il Paraguay è sempre più vicina. Lippi a chi ha criticato la squadra perchè troppo vecchia ha risposto “Non siamo noi la squadra più anziana del Mondiale”. Sono solo 9 i reduci di Berlino 2006 “Io non ho mai visto nessuna squadra che ha vinto un Mondiale e che quattro anni dopo si è presentata con 23 giocatori diversi. – osserva il tecnico di Viareggio – Alcuni sono anziani, ma questo non significa solo garretti consumati ma anche esperienza, carisma, personalità, abitudine a incontri di alto livello”.
Per quanto riguarda il capitolo vincitore finale, Lippi conosce bene le favorite, però non esclude sorprese. “L’Italia non è mai stata la favorita ai Mondiali. A detta di tutti stavolta lo sono Brasile e Spagna, poi bisogna aggiungere altre squadre forti. Ho detto tante volte che ci sono cinque o sei nazionali che non vanno solo per fare bella figura ma per vincere. E fortunatamente ogni tanto ci riescono. L’Italia ci è riuscita quattro volte”. Lippi quindi ci crede ed è pronto a giocarsi al meglio il suo ultimo mondiale.
“Un Mondiale è una competizione talmente particolare – aggiunge Lippi – non vincono sempre e soltanto le qualità tecniche, ma anche altre cose”. Altre cose che probabilmente noi italiani conosciamo bene, una di queste è la fortuna ma c’è anche la forza di volontà. Due elementi che agli azzurri non sono mai mancati, sopratutto in Germania, dove contro tutto e contro tutti l’Italia ha vinto e, dimostrato di essere più forte delle favorite.
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