lug 07, 2008 Redazione New York 0
Dopo 5 edizioni Roger Federer consegna il titolo di re di Wimbledon a Rafael Nadal, dopo una finale storica durata 4 ore e 48 minuti. Lo spagnolo, testa di serie numero 2, ha sconfitto lo svizzero Roger Federer, numero 1 del seeding, per 6-4, 6-4, 6-7 (5-7), 6-7 (8-10), 9-7. Per Nadal, dopo tre finali consecutive contro Federer (12-6 il contro in favore dello spagnolo), si tratta del primo successo sull’erba londinese, lui che è uno specialista della terra rossa. Il campione di Maiorca, dopo i quattro titoli consecutivi al Roland Garros, centra così anche il prestigioso torneo di Wimbledon.
Federer dopo la sconfitta si può consolare, per il computer il numero 1 rimane lui, ma da oggi il più forte è di sicuro lo spagnolo. Questa finale di Wimbledon entra di diritto nella storia, senza storia per i primi due set, lottata fino all’inverosimile nei restanti tre, chiusa 9-7 in quasi cinque ore con due interruzioni per la pioggia e finita con una palla in rete tirata dallo svizzero quando le ombre della notte avevano reso difficile la visibilità in campo. L’impresa do Federer non è riuscita, voleva entrare definitivamente negli annali portando a casa il sesto titolo londinese di fila, il tredicesimo in uno slam, a un passo dal recordman Pete Sampras. Tutto è svanito, così come le strisce di 65 vittorie di fila sull’erba, 40 a Londra.
Per Nadal si avvera un sogno, vincere Wimbledon, ma nello stesso momento emula Bjorn Borg, ultimo tennista a centrare nella stessa stagione la prestigiosa accoppiata Roland Garros-Wimbledon: c’è riuscito tre volte (1978, 1979, 1980). Ma anche Manolo Santana, unico spagnolo a trionfare sull’erba di Londra, nel 1966. Il campo centrale ha messo il suo verdetto, Nadal è stato il migliore. «Impossibile descrivere la gioia che provo, è un sogno…», queste le prime parole di Nadal subito dopo il trionfo. Dopo 4 ore e 48 minuti riesce a nascondere la fatica di gioco e, subito dopo la premiazione, rende omaggio all’avversario: «Roger è il miglior giocatore della storia, sia che vinca sia che perda. Il numero uno è ancora lui». Per lo svizzero non può restare l’amarezza per la finale che stava per ribaltare: «Le ho provate tutte, ma Rafael è un campione ed ha meritato di vincere. È stata comunque una gioia giocare questa partita e tornerò anche il prossimo anno sempre per vincere».
La partita è stata molto combattuta. Nadal ha dominato i primi due set, è stato a un passo dal trionfo nel terzo (tre palle break non sfruttate sul 3-3) e nel quarto (due match point), è riuscito a piazzare il rush finale e determinante nel quinto. Il campione spagnolo è stato veloce, capace come sempre di arrivare su ogni palla, micidiale con i suoi cross di rovescio, implacabile con il diritto, e qualche volta si è andato a prendere il punto anche a rete. Nadal per più di un’ora è stato padrone del campo, mentre Federer stava li ad aspettare, ha fatto vedere che ha veramente tutte le carte in regola per diventare il nuovo numero 1. Federer però ha comunque onorato la sua storia londinese e la sua leadership nel ranking che dura da oltre quattro anni. Sul 2-0 non si è abbattuto, e con la sua classe si è riportato in parità rischiando anche di compiere l’ennesima impresa di una carriera fin qui fantastica.
Andrea Gallucci
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