gen 24, 2014 Claudio Pellecchia Sport USA 0
Roma. Dopo una serie di partite non brillantissime contro le superpotenze della Western Conference, i Portland Trail Blazers riescono ad avere la meglio sui Denver Nuggets. Al Moda Center finisce 110-105 per i padroni di casa, al termine di una partita equilibrata e tiratissima, decisa dal 14-24 dell’ultimo periodo a vantaggio della franchigia dell’Oregon. Che ha la fortuna di poter contare su un LaMarcus Aldrige in questo momento secondo solo a Durant per quantità e qualità delle proprie prestazioni. I padroni di casa partono forte, prima col piazzato dalla media di Matthews (24 punti) poi con il movimento nel pitturato di Robin Lopez (doppia doppia sfiorata con 12 e 9 rimbalzi). Damian Lillard firma il +6 (2-8) con la fuga in contropiede conclusa dal lay up (con fallo), prima che i Nuggets ricuciano lo strappo con l’appoggio al vetro di Kenneth Faried. Comincia a farsi vedere anche il solito, monumentale, LaMarcus Aldrige di questi tempi: classico fade away in allontanamento e 2 punti (saranno 44 con 13 rimbalzi) per il numero 12. La metà del primo quarto, però, ha in Matthews l’assoluto protagonista: jumper del +1 (14-15) e appoggio al vetro per il 14-19 a 5 minuti dal primo intervallo. Nel secondo quarto, però, sale in cattedra Nate Robinson (13 punti partendo dalla panchina) che con due triple in rapida successione consente agli ospiti di allungare fino al +7 (44-37). Il vantaggio si dilata fino al +12 (51-29) con la bomba (l’unica della serata) di Wilson Chandler. E’ il momento migliore per Mile High City, che trova in un Anthony Randolph da 12 punti una validissima opzione offensiva: suo il 57-50 da dietro l’arco. Poi Lillard decide di scalare posizioni nella courtside countdown delle varie trasmissioni sportive, inventandosi la zingarata in area conclusa dalla schiacciata del 62-54: un gioiello in una serata piuttosto opaca (11 punti e appena 3 assist) per il “Rookie of the Year” 2013. Si arriva all’intervallo di metà gara con i Nuggets in vantaggio di 8 (67-59): merito di Ty Lawson (doppia doppia da 13 punti e 11 assist) e del suo acrobatico appoggio al vetro in chiusura di secondo quarto. Nel terzo periodo i Blazers rientrano in partita e continuano nelle esercitazioni di volo sopra il ferro: stavolta è il turno di Matthews che, su assist (uno dei 10 complessivi) di Batum, firma l’83-72 tiranneggiando il povero Randy Foye. Ma questa partita ha un padrone di nome LaMarcus: 6 punti in fila e il -5 (89-84) è servito in un amen a 1:30 dall’ultimo, decisivo, periodo. Che si apre esattamente come si era chiuso il terzo quarto, ovvero con Portland a dettare legge dal post: due canestri dalla media in fotocopia di Mathhews, con l’uomo addosso, per il vantaggio rossonero (91-92). E dove non arriva il numero 2, ci pensa Aldrige, un’autentica sentenza dalla media: suo il 97-99, così come il successivo 99-102 a 3:09 dalla sirena finale. Wilson Chandler (18 i punti alla fine per lui), si prende la linea di fondo e riporta i suoi a -1 (101-102) e, subito dopo, Mozgov fa la prima cosa buona della sua partita siglando il 103-102. Quando, poi, Randy Foye conclude la penetrazione appoggiando morbidamente il 105-104, qualche brivido freddo inizia a percorrere la schiena dei tifosi dei Trail Blazers, ma avere Aldrige dalla propria parte vuol dire partire sempre in vantaggio di due punti: rimbalzo (e fallo subito) sul tentativo corto di Lawson e 105-108 siglato ai liberi, per quella che sarà la giocata decisiva della partita. Chandler sbaglia, infatti, la conclusione dell’ave maria e sull’ennesimo rimbalzo catturato, il lungo da Texas University, viene nuovamente mandato in lunetta per sigillare career – high e vittoria. Come si suol dire in questi casi: Chapeau!
Denver Nuggets: Chandler 18, Foye 14. Rimb: Hickson 7. Ass: Lawson 11
Portland Trail Blazers: Aldrige 44, Matthews 24. Rimb: Aldrige 13. Ass: Batum 10
happy wheelsNasce a Napoli il 07/09/1987. Già collaboratore/redattore per il "Roma", "Il Mattino" e toniiavarone.it, nonostante la laurea in Giurisprudenza ha deciso comunque di intraprendere l'avventura rischiosa e affascinante del giornalismo. Pubblicista dal 2013, ama lo sport e le storie che vi ruotano attorno. Occuparsi di Nba non è un lavoro, ma un piacere.
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