ott 30, 2014 Alessandro Pagano Sport USA 0
Roma. Siamo già partiti e le novità, gli spunti e le idee sono tantissime. La scorsa notte ha preso il via una nuova ed intrigante stagione NBA, ricca di sorprese, potenziali illimitati e, come sempre, simbolo sportivo della globalizzazione. Il primo dato che vale la pena ricordare è il seguente: la stagione appena iniziata è quella con il maggior numero di stranieri (non americani) della storia della lega. Un record non da poco se si considera la giovane età tutto sommato della National Basketball Association. Le tre parole chiave che abbiamo utilizzato come guida a questa nuova season sono indicative del fatto che la dinamicità del campionato è un elemento unico in uno sport dove tutto cambia vorticosamente. Procediamo con ordine.
EQUILIBRIO: facciamo chiaramente riferimento ai valori tecnici, alle credenziali che ogni roster mette a disposizione dei propri tifosi e del tasso di spettacolo che è pronto ad offrire. Mentre nella Eastern Conference la griglia finale per i Playoff è più o meno già stabilita, con il primo posto conteso tra i nuovi Cleveland Cavaliers di James e i Chicago Bulls di un ritrovato Derrick Rose, ad Ovest la situazione si complica viste e considerate le tante squadre che si sono rinforzate. San Antonio è ancora la squadra da battere e il ruolo di contender va diviso in diverse parti: dai Clippers agli Warriors, passando per Houston e Portland, fino ad arrivare all’incognita Thunder, che senza KD35 pare abbia perso una buona fetta di chances per giocarsela. Insomma, tutto livellato o quantomeno tutto più equilibrato rispetto alla scorsa stagione dove ad Est ci si qualificava addirittura con un record negativo (più partite perse che vinte). Colpi di scena ammessi e non disprezzabili sono dietro l’angolo!
SPETTACOLO: il concetto si lega molto al primo punto perchè è vero che c’è più equilibrio ma chi ci va a guadagnare è proprio lo spettacolo, sono proprio i tifosi NBA e non a giovarne. Chi ha dato il via a questo nuovo spettacolo è una Free Agency, trattata già accuratamente negli approfondimenti precedenti, più ricca che mai. Il mercato, così come il Draft, ha portato una serie di innumerevoli talenti a spostarsi o arrivare nella NBA. Basti pensare a quel fantastico trio formatosi a Cleveland (James, Irving, Love) o allo stesso ritorno di due grandissimi giocatori come Rose a Chicago e Kobe Bryant a Los Angeles. Ce ne sono per tutti i gusti! Come detto, anche il draft ha regalato dei gioiellini per nulla sprovveduti: da Wiggins a Parker, dallo sfortunato Randle (frattura alla tibia per lui all’esordio, salterà la stagione) a Nik Stauskas, da McDermott ad Aaron Gordon, Dante Exum. Marcus Smart e Joel Embiid (ancora ai box per un infortunio al piede). E poi ci sono i classici giocatori da capogiro come Paul, Curry, Lillard, Griffin, Harden e tanti altri interpreti eccezionali del gioco.
INNOVAZIONE: l’arrivo di Adam Silver all’interno dell’organigramma NBA ha portato ad una serie di innovazioni che miglioreranno il gioco. Senza considerare la bravata (per usare un termine eufemistico) delle maglie a mezze maniche, la prima grande innovazione è stato il calendario allargato delle NBA GLOBAL GAMES, ovvero sia un viaggio in quasi tutti i continenti in cui alcune squadre si sono esibite in degli incontri amichevoli. C’è chi ha preferito l’Oriente andando a Pechino e Shanghai, come Nets e Kings, c’è chi ha preferito il caldo delle coste Brasiliane scegliendo Rio de Janeiro, come Miami e Cleveland e c’è chi ha girato l’Europa, andando a Berlino e Istanbul, come i San Antonio Spurs. Dunque, la perfetta incarnazione del concetto di globalizzazione sportiva che tanto latita nel nostro pensiero collettivo. Lo sviluppo costante, poi, di NBA Cares, l’ente della lega che si occupa dei più bisognosi e coinvolgendo direttamente i giocatori, collaborano per rendere migliore la vita dei meno fortunati. Le innovazioni riguardono anche l’aspetto estetico delle franchigie, con il cambiamento di loghi per diverse squadre: gli Hawks hanno reinserito il vecchio stemma, mentre gli Hornets sono finalmente ritornati in quella che è sempre stata The Buzz City, ovvero sia Charlotte. Tutte innovazioni che rendono migliore un gioco già di per se straordinarie.
Non ci resta che goderci questa nuova stagione, cercando di tener d’occhio i nostri connazionali in terra americana: Marco Belinelli, fresco fresco di ritiro dell’anello nella cerimonia inaugurale, Andrea Bargnani che a breve rientrerà dall’infortunio, Danilo Gallinari che sembra finalmente essersi ripreso del tutto e infine Gigi Datome che, dopo essere stato a rischio taglio, proverà a giocarsi tutte le chances che Van Gundy gli concederà. Buona NBA a tutti!!
happy wheelsNato a Pompei il 3/4/1993. Studente del corso di Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso La Sapienza di Roma, Redattore NBA per partenopress.com e My-Basket.it; giocatore e amante della palla a spicchi da sempre. MORE THAN A GAME.
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