mar 28, 2014 Salvatore Malfitano Sport USA 0
A mo’ di Spirito Santo, sulla testa di Blake Griffin sembrava si fosse posato lo spirito di Tim Duncan nell’ultimo minuto di partita. L’immagine sopra propone solamente la conclusione del movimento che la prima scelta dei Clippers del lontano 2009 si è inventato per decidere la partita, che è andata punto a punto fino al suddetto gesto tecnico.
Procedendo con ordine, il primo periodo viene archiviato sul pari 29; nel secondo, dopo 3′, si segnala la giocata fra Crowder e Nowitzki che portano il più giovane dei due a due punti facili. Un minuto dopo, un cambio non accettato dalla difesa, lascia quel metro di spazio a WunderDirk che gli permette di punire i californiani con una tripla che fissa il punteggio sul 38-45 per i padroni di casa. Ma di fronte si ha pur sempre Lob City. A ruoli insoliti, è Griffin in transizione l’autore dell’alzata per la schiacciata di DeAndre Jordan: a 3′ dall’intervallo lungo i Mavs sono sopra solo di due (52-54). L’ultima perla del primo tempo la regala un intramontabile Vince Carter, che finta di attaccare in volo, subisce un contatto che se per gli arbitri non è sfondamento allora dovrebbe essere fallo della difesa, e di destra inventa un mattone che sbatte contro la tabella e si insacca. Le squadre vanno così a riposo sul 58-60. Al rientro dagli spogliatoi, subito storie tese fra Matt Barnes e Marion, che vengono a contatto dopo una tripla di Calderon: l’ala dei Clippers spinge addosso ai fotografi l’ala texana. I due vengono alle mani, ma arbitri e compagni li separano, facendo sì che più di un doppio tecnico non accadesse nulla di più grave. E’ ancora Lob City a metà frazione: stavolta è Paul per Griffin per il 77-70 a favore degli ospiti. A ricucire lo strappo ci pensa un fade away, guarda caso, di mano germanica: i Clippers sono sopra solo di uno, ma il terzo quarto si chiude in parità a quota 81. A 6’40” dalla fine, Paul in transizione con numerose finte di corpo disorienta Crowder: per CP3 è troppo facile arrestare la corsa e alzarsi per il floater del 90-93. Cinque minuti più tardi, ci pensa Monta Ellis nel pitturato a buttarsi all’indietro e trovare i due punti del 97-101. La gara sembra in dirittura d’arrivo, specialmente dopo la stoppata di Wright su Paul. Ormai mancano 45” e la palla è dei Mavericks. Il destinatario della rimessa è Nowitzki, ma il tedesco si fa eclissare da una difesa superlativa di Griffin: il risultato è un retropassaggio scellerato e la conseguente infrazione di metà campo consegna il possesso agli angeleni. Griffin riceve da Paul, attacca verso sinistra, poi gira sul perno con un volteggio degno del miglior Roberto Bolle, e va col finger roll che vale l’allungo Clips e praticamente la partita. La girandola dei viaggi in lunetta incrementa il vantaggio dei californiani a 6 punti. Che in realtà sono anche troppi per quanto visto in campo.
LOS ANGELES CLIPPERS (51-22): Barnes 12, Griffin 18 e 13 rimb., Jordan 16 e 15 rimb., Collison 11, Paul 31, Davis 2, Crawford 14, Dudley 3, Granger 2, Green.
DALLAS MAVERICKS (43-30): Marion 4, Nowitzki 21, Dalembert 6 e 11 rimb., Ellis 12, Calderon 9, Carter 23, Harris 7, Crowder 13, Wright 8, Blair.
Nato a Napoli, il 23/6/1994. Ex calciatore, attualmente redattore NBA per partenopress.com e basketinside.com; inviato sul Napoli per Il Roma. Studente di giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli.
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