mar 11, 2015 Carmelita De Santis Cinema 0
Roma. Costa poco, frutta molto e fa bene alla cultura. Il Bif&st 2015, ovvero la sesta edizione del Bari International Film Fest apre i battenti il 21 marzo (fino al 28) e son tutti un po’ preoccupati perché fra gli otto grandi che terranno lezioni di cinema sul palco del Petruzzelli c’è anche (senza nulla togliere agli altri) Nanni Moretti, già fioccano le richieste per partecipare, il rischio è di bissare certi successi della passata edizione con mille persone dentro e millecinquecento fuori e gli organizzatori che vorrebbero far contenti tutti ma non sempre si può. Costa poco (quest’edizione un milione 200 mila euro, 100 mila in meno rispetto alle precedenti) “e forse è qui il trucco” dice Ettore Scola, presidente del festival presentato questa mattina alla Casa del Cinema di Roma, “perché è pieno di grandi festival costosissimi in cui si guarda al red carpet, alle star, agli ospiti ma senza alcuna idea di cinema. Il Bif&st – continua Scola – un’idea precisa invece ce l’ha, di che cos’è il cinema”, ne sono prova le 70 mila presenze dell’edizione 2014, “perché c’è una curiosità di cinema, a partire dal programma. Gli altri festival inseguono la cronaca, la popolarità, lasciando fuori una fetta di pubblico importante, come quella dei giovani che hanno sì bisogno di lavoro ma anche di allegria, di cultura”. Con Scola alla conferenza stampa c’erano il presidente e ideatore-direttore artistico del Bif&st Felice Laudadio, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola con l’assessore alla Cultura Silvia Godelli e il presidente dell’Apulia Film Commission Maurizio Sciarra. Vendola a fine mandato e, per lui, l’ultimo Bif&st, “il prossimo me lo godrò da spettatore” dice, ribadendo che il festival “rappresenta l’esibizione di un’intenzione politica, quella cioè di incubare in un territorio un’anima produttiva che attraverso lo sguardo alla cultura pensi anche all’economia e a ridisegnare i confini culturali di un territorio”.
Otto giorni e oltre trecento appuntamenti, fra i quali 200 proiezioni di lungometraggi (repliche incluse), documentari, cortometraggi, un convegno su Fritz Lang (“protagonista” di quest’edizione insieme a Francesco Rosi), una tavola rotonda su cinema e fiction, otto lezioni di cinema tenute da grandi registi europei, 7 focus sugli attori, in tutto 350 gli ospiti attesi. Si comincia il 21 con l’anteprima di Tempo instabile con probabili schiarite, il nuovo film di Marco Pontecorvo con Luca Zingaretti, Pasquale Petrolo, Carolina Crescentini, John Turturro. Il 22 altra anteprima con L’ultimo lupo di Jean-Jacques Annaud, kolossal da 40 milioni di dollari coprodotto da Cina e Francia. E ancora -sempre tra le anteprime – Ex Machina di Alex Garland, Ho ucciso Napoleone di Giorgia Farina, Slow West di John Maclean. Margarethe von Trotta (protagonista anche di una delle “Lezioni di cinema”) presenterà il suo nuovo film, The Mispalced World mentre sabato 28 marzo a chiudere il festival ci sarà Ritorno al Marigold Hotel di John Madden, cast stellare da Maggie Smith a Judy Dench a Richard Gere, Bill Nighty, Penelope Wilton. Quanto alle “Lezioni di cinema”, oltre a Margarethe von Trotta e Nanni Moretti a fare i docenti saranno anche Alan Parker, Jean-Jacques Annaud, Constantin Costa-Gravas, Ettore Scola, Andrzej Wajda, Edgar Reitz. A Moreti sarà anche consegnato il Federico Fellini Platinum Award per l’eccellenza cinematografica.
Da segnalare gli appuntamenti della sezione “La memoria del cinema”, le due retrospettive: Festival Fritz Lang e il Tributo a Francesco Rosi, “un omaggio che non avremmo mai voluto fare – dice Laudadio – un tributo che non era previsto ma che abbiamo approntato all’ultimo momento, purtroppo, per un grande amico e un grande regista” scomparso lo scorso 10 gennaio. Diciassette film in programma, da Camicie rosse del 1952 a La tregua del 1997. Nel 2010 Rosi proprio al Bif&st aveva ricevuto dalle mani di Scola il Premio Federico Fellini, ma era stato protagonista anche dell’edizione 2014 in ragione della sua lunga collaborazione con Gian Maria Volontè al quale il festival aveva dedicato la più completa retrospettiva mai realizzata; in quell’occasione Rosi aveva rilasciato una delle sue ultime interviste, diventata appassionata testimonianza nel documentario Unico – Rosi racconta Volontè realizzato da Marco Spagnoli e proposto nell’ambito della retrospettiva. Per quel che riguarda il Festival Fritz Lang, a quasi quarant’anni dalla scomparsa del regista il Bif&st gli dedica una retrospettiva pressoché completa dei suoi film europei e americani, 42 titoli, oltre a molti materiali documentari. Con Lang, dunque, un viaggio attraverso l’anima, le tragedie, l’inquietudine dell’Europa del Novecento, con Rosi l’emblema della coscienza civile del nostro paese.
“Si continua a parlare di cinema impegnato – dice ancora Scola nel suo intervento – che è quasi un ossimoro, il cinema è un impegno per chi lo fa e per chi lo guarda, dev’essere strumento di comprensione della realtà, di scelte, dell’evoluzione di una società. Parlare di ‘impegno’ per Rosi è riduttivo – continua il regista – era un regista che sapeva cos’è il cinema e come va fatto, soprattutto in Italia, paese dei misteri e dell’oblìo”.
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