lug 14, 2007 Marcello Martino Cinema 0
Così risponde Oliver Stone alla domanda se lui si senta più classico alla Clint Eastwood o più post-moderno alla Quentin Tarantino: “Sono esattamente nel mezzo: un post-romantico!”. La sua presenza all’Ischia Global Fest è stata tanto attesa quanto sofferta: Marina Cicogna ricorda le difficoltà per convincere il cineasta, veterano del Vietnam, a rompere gli indugi e giungere ad Ischia. Stone è un personaggio molto particolare che non ama il clamore; un uomo che ama l’America, ma non sopporta il modo in cui viene amministrata attualmente: “George W. Bush ha un’emorragia di consensi – dice il cineasta americano – Eleggere Obama, nero e musulmano sarebbe un bel colpo per l’integrazione, ma anche una donna come Hillary Clinton darebbe un segnale”. La sua avversione per la guerra è nota da tempo e avendola vissuta in Vietnam sulla propria pelle, Stone è ben conscio di ciò che afferma: “Questi ragazzi che hanno inviato in guerra sono una generazione traumatizzata, forse non recuperabile. Si salvano dalla morte perche’ la medicina e’ migliorata, ma le lesioni restano per sempre”. Ad Ahmadinejad, leader iraniano che lo ha definito il Grande Satana, replica: ”Nessuno mi aveva mai definito così! Auguro il meglio al popolo iraniano e la migliore esperienza con questo presidente rigido ed ideologico. Mettere insieme governo e opposizione americana definendoci tutti negativamente, una società decadente, non favorisce certo il dialogo tra i due paesi: ci sono fronti moderati in entrambe le nazioni e così si mettono a tacere”. Non rinuncia ad una frecciatina al regista Inarritu che ha definito gli Stati Uniti “un regime”: “Probabilmente è così – afferma Stone – ma il suo Messico in che situazione si trova?”.
I numerosi progetti a cui sta lavorando attualmente riflettono il suo spirito inquieto: ”Cerco di fare un film sul massacro di Pinkville, del quale il prossimo anno ricorreranno i 40 anni. A My Lai il 16 marzo 1968 furono massacrati 347 civili vietnamiti dall’11° Brigata di fanteria comandata dal tenente William Calley. E’ un episodio sconvolgente, che scosse la coscienza del popolo americano. Il film, di cui e’ pronta la sceneggiatura dal 2001, racconterà l’insabbiamento degli eventi e la ricerca della verità da parte di un generale che arriverà ad accusare 28 ufficiali.Sarà un thriller politico, ma non nascondo che il progetto e’ controverso e complicato da montare”. Inizialmente si era parlato di un coinvolgimento di Sean Penn in questo progetto, ma il regista americano ha smentito la notizia. L’altro progetto riguarda la guerra in Afghanistan e gli errori nella caccia a Bin Laden, ed è basato sul libro “Jawbreaker” dell’ex agente Cia Gary Bernsten.. “Siamo in fase di sviluppo con la Paramount”, dice Stone.
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