giu 25, 2008 Andrea Antonio Gallucci Cinema 0
Uscirà il 27 giugno in settecento sale Un’estate al Mare dei Fratelli Carlo ed Enrico Vanzina, distribuito dalla Medusa che spera di dare vita ad un nuovo filone di commedia italiana estiva alternativo a quello del periodo natalizio.
L’ultimo capolavoro dei fratelli Vanzina è un Film ad episodi che rappresenta vizi e virtù dell’italiano in vacanza. Dalla Costa Smeralda ad Ostia passando per Forte dei Marmi e Capri, una serie di situazioni grottesche e agrodolci interpretate dai più noti attori della commedia all’italiana. Per i fratelli Vanzina questo film è “comico, onesto e molto semplice”. Sono riusciti a trasferire gag e macchiette sotto l’ombrellone, mantenendo gli stessi ingredienti: autori specializzati nel genere, un cast fatto da comici più o meno televisivi, da mattatori indiscussi dello showbiz nostrano, da attrici brillanti, dalle inevitabili maggiorate di turno.
Gli episodi sono sette. Saracinesca, con Massimo Ceccherini nei panni di un ultrà della Fiorentina che finisce per andare a letto con la moglie di un portiere del Real Madrid la bella Marisa Jara girato a Forte dei Marmi; Traffico sulla Pontina a San Felice Circeo due amici, un uomo e una donna, aspettano i rispettivi coniugi Nancy Brilli ed Enrico Brignano, che intanto vivono una torrida giornata di sesso clandestino a Roma; Il giovedì a Ostia con Enzo Salvi un papà sfigato e divorziato che tenta di convincere il figlio di essere un vincente; Extra large con Anna Falchi, una violinista che diventa l’amante di Ezio Greggio, ambientato ad Ischia; L’isola dell’amore di Capri con il finto gay Biagio Izzo che non resiste al fascino della moglie di milionario Alena Seredova; Il conte di Montecristo a Peschici, con l’emigrante Lino Banfi che finge di essere sposato con la biondona Victoria Silvstedt; Il grande attore con il grande Gigi Proietti, girato a Porto Rotondo, la storia di un attore fallito che si trova a sostituire sul palcoscenico un attore di grido.
Unico rammarico per i fratelli Vanzina è la mancanza di Dino Risi. Oggi, dopo la scomparsa del maestro, raccontano “Per noi lui è stato un secondo padre. Siamo molto amici dei suoi figli e sappiamo bene che Dino non avrebbe voluto una dedica esplicita, quindi, senza dirlo e sommessamente questo film è per lui, perché il nostro tentativo era citare la spensieratezza e il cinismo delle sue commedie.” E Enrico Vanzina aggiunge: “I riferimenti più o meno espliciti al grande cinema italiano del passato sono tanti. La cosa più buffa è che ogni tanto qualcuno ce ne segnala un altro. Forse la maggior parte sono, addirittura, inconsci.” Il lavoro su un film ad episodi ha comportato un notevole tour de force sotto il profilo logistico: “Sul set si inventa molto, ma la sceneggiatura resta sempre ‘centrale’. Abbiamo aggiunto qualche battuta, grazie all’inventiva degli attori, ma la tempistica della produzione ha richiesto un rispetto rigoroso dei tempi. Il vero incubo è stato, poi, il tempo meteorologico che ci ha obbligato a inseguire degli spicchietti di soli. La cosa più divertente è che lavorando così velocemente con gli attori non hai nemmeno il tempo di litigare con loro e i rapporti sono ‘ottimi’.”
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