giu 22, 2011 Redazione Cinema, Spettacolo 0
Cappello calcato in testa, pantaloni a vita alta alla sua maniera, tutto in beige e occhiali d’ordinanza. Così Woody Allen si è presentato ieri pomeriggio nel cuore del ghetto ebraico di Roma per dare uno sguardo a quelli che potrebbero essere forse alcuni luoghi del suo prossimo film ‘italianò, Bop Decameron, le cui riprese inizieranno l’11 luglio. Un omaggio – ha detto recentemente il regista – a Fellini e agli altri grandi registi italiani. «È sbucato improvvisamente in via della Reginella e ci siamo domandati in molti se fosse lui o no . Poi – dice Angelo Sermoneta, detto ‘Baffonè, animatore del ’48′, popolare punto di ritrovo degli ebrei romani – ci siamo arresi all’evidenza: era proprio lui». Woody era circondato da alcuni assistenti pronti a trascrivere le osservazioni che il regista, naso all’insù e occhio attento, faceva sui posti. «Quando si è avvicinato all’ingresso del »48′ – racconta ancora Sermoneta – ha visto la Menorah e la Stella di Davide esposte nel circolo. E gli ho subito detto: ‘questo è il quartiere ebraicò. Lui non ha risposto ma ha fatto un cenno con la testa, come a dire che sapeva bene ciò che vedeva«. Sermoneta gli ha anche mostrato un’iscrizione a ricordo della deportazione degli ebrei romani. Il tempo di qualche fotografia con il telefonino da parte dei curiosi che si erano accorti di lui, di qualche parola scambiata in fretta, poi il regista americano, cortese ma interessato al suo lavoro, ha ripreso subito il cammino. »Prima però – conclude Sermoneta – qualcuno gli ha detto ‘Shalom’. Lui si è girato, ha sorriso con un cenno della testa ed ha proseguito«
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