giu 16, 2009 Umberto Gallucci Home Page, Il Partenopeo 0
Pochi minuti ed è subito goal. Un ottimo bigliettino da visita per un giovane che a tutti i costi ha voluto la maglia della Nazionale Italiana di calcio. Umiltà e determinazione queste sono le caratteristiche di Giuseppe Rossi, italo-americano di 22 anni che proprio alla sua seconda patria ieri ha segnato la sua prima doppietta in azzurro. Umile come pochi calciatori, ma soprattutto determinato, Rossi non ha impegato molto tempo per cambiare la storia di una gara che, i tifosi dei Campioni del Mondo 2006 non si aspettavano. Un campione conteso tra due nazioni, l’Italia dove il calcio è il pane quotidiano per molti e gli USA dove il Calcio è uno sport “dilettantistico”. All’età di 18 anni il giovane Rossi ha dovuto fare la decisione più importante della sua carriera calcistica, scegliere il professionismo oppure restare negli USA. E lui per realizzare il suo sogno, diventare un Calciatore come i suoi idoli Van Basten e Gullit ha scelto l’Italia e l’Europa, continente del calcio mondiale. Una scelta difficile, supportata da tutta la famiglia Rossi “Erano felici, perchè tifano sempre per l’Italia. E io sono contento del loro supporto”. Pochi anni di gavetta nel vecchio continente, cambiando maglie e colori sociali, passando dal Parma ai diavoli del Manchester United alla corte di Ferguson, per poi ritornare a Parma via Newcastle, ed infine la consacrazione al Villareal. Una trafila che l’ha fatto crescere sia tecnicamente che caratterialmente. Un duro lavoro coronato con il sogno più bello, vestire la maglia azzurra. A sceglierlo è stato il ct Campione del Mondo, Marcello Lippi, il quale scartando campioni come Cassano, Inzaghi e tanti altri ha preferito la tranquillità e la semplicità di un 22 enne, in grado di risolvere le partite da solo. “Se Lippi mi ha scelto anche per le qualità umane? Io cerco di essere me stesso. – commenta Giuseppe Rossi – Sono un ragazzo tranquillo, semplice. Ma poi è in campo che devi dimostrare di che pasta sei fatto”. In pieno periodo di calcio mercato, tanti nomi vengono avvicinati a grandi squadre di Spagna, Inghilterra e Italia. Kakà al Real con Cristiano Ronaldo, Ibra che vuole evadere dalla Milano neroazzurra e il Milan alla ricerca di un giovane attaccante. Grandi nomi che però costano un botto, grandi nomi di giocatori affermati ma al tempo stesso “anziani”. Grandi nomi che per una squadra come il Milan andrebbero bene, però data l’età no! E così si cerca di puntare ai giovani, per ringiovanire una rosa di “pensionati”. Il nome della settimana resta Dzeko, seguito da altri papabili, però tra questi non c’è il nome di Rossi, chissà perchè? Questa è la domanda che molti si pongono…Rossi sarebbe pronto al rientro in Italia, però adesso pensa alla Confederations Cup 2009. “Però del calcio italiano mi piace tutto. – commenta Rossi – E’ un calcio difficile, e la pressione mi piace”. Come tutti i ragazzi, anche Rossi ha la sua squadra del cuore e, manco per farlo apposta è il Milan. “Sono da sempre tifoso del Milan, i miei idoli erano Gullit e van Basten”. Per ora il Milan non si è interessato a lui, oppure si però in gran segreto (molto difficile). E se arrivasse una chiamata? “Se chiamasse Galliani? Io risponderei… ciao” Un “ciao” dai mille significati, dai mille volti. Quattro lettere che possono significare un sì, ma al tempo stesso un no. Rossi con queste poche lettere ha fatto ben capire che in Italia la sua prima scelta potrebbe essere il Milan, adesso tocca ai rossoneri, sondare il terreno e scoprire il significato di queste quattro lettere dal retrogusto sconosciuto.
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