ott 17, 2009 Luigi Liberti Home Page, Il Partenopeo 0
Il caso Lavezzi ha agitato la vigilia della prima ufficiale di Mazzarri sulla panchina del Napoli. Ma il nuovo allenatore azzurro smorza i toni: “Io sono coerente e nemmeno gli altri ragazzi che erano impegnati ho conosciuto e sapevo che dovevano tornare tutti nei tempi previsti. Può sempre succedere qualcosa, non so se l’ha perso lui il passaporto. Ha commesso una negligenza e credo nella buona fede del ragazzo. Io devo avere un rapporto vero e franco e quindi gli credo. Prendo atto della situazione. Ma comunque c’è un fatto oggettivo che abbiamo una partita e che non abbiamo avuto modo di conoscerci. Se è nelle condizioni fisiche giuste giocherà”. Più che il Bologna, al momento ciò che preoccupa Walter Mazzarri è il recupero fisico dei giocatori che in settimana hanno giocato con le loro nazionali, e non solo quello di Lavezzi. “Ieri Gargano non poteva allenarsi con gli altri perchè sarebbe stato richioso, ha lavorato a parte per mettersi a posto fisicamente. Ogni allenatore ha la sua logica. Ho chiamato tutti i giocatori che erano impegnati all’estero. Qualcuno non mi hanno risposto. Martedì ho parlato con Lavezzi apprendendo quando sarebbe tornato. Da allora non ci siamo sentiti più. A me interessa in che condizioni arriva, senza stare a sottolineare troppo il fatto che abbia perso il passaporto. Non ho la situazione sotto controllo come vorrei e la gente deve capire che ci sono delle difficoltà. Desidero il calore del pubblico per sostenerci. Il Bologna ha fatto risultato con il Bari, la Juventus, ha giocato bene con il Milan. Ha un buon ruolino di marcia nelle gare esterne”. Il lavoro di recupero psicologico da parte del neo-allenatore è solo all’inizio. “I ragazzi sono frastornati da tutti questi cambiamnti. Io vorrei che mi capissero al più presto ma già mi hanno dato dimostrazione di averlo fatto. Ci sono ancora delle incognite e ho delle sensazioni su alcuni giocatori che spero possano essere smentite. Ci vuole concentrazione ed attenzione ma non voglio che i ragazzi scendano in campo tesi ed impauriti”. Pressione sui calciatori, ma non su lui: “Ho incontrato i tifosi – conclude il tecnico partenopeo- e ho visto subito che a livello popolare sono tutti ben disposti per il nuovo corso. In tutte le società in cui ho allenato sono partito da sotto zero con dei presidenti considerati sui generis ma è andata sempre bene perchè ho saputo instaurare un ottimo rapporto. Ho creato questa situazione anche con De Laurentiis prima di firmare. Voglio un rapporto schietto e leale e siamo partiti con il piede giusto perchè entrambi volevamo la stessa cosa”.
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