nov 27, 2014 Redazione FIFA - UEFA, Il Partenopeo 0
Napoli. Sparta Praga-Napoli 0-0. Un sudatissimo 0-0, che però è un bene prezioso e consente al Napoli di essere certo della qualificazione ai sedicesimi di Europa League. La squadra di Benitez ha lottato, sofferto (due traverse dello Sparta), ha giocato meglio nel secondo tempo e ha centrato il primo traguardo di stagione. Per sapere se poi sarà primo o secondo nel girone, dipende dall’ultima gara con lo Slovan Bratislava.
Partita dura, difficile. Com’era nelle previsioni, come confermano le scelte di Benitez che schiera, eccome, sia Higuain sia Hamsik perché si capisca dove e come tira il vento, a Praga. Preoccuparsi è lecito, anzi obbligatorio e lo si capisce da come va la sfida con lo Sparta, pari-grado in classifica con 9 punti. Il Napoli subisce più che attaccare, tiene palla ma poi soffre le ripartenze avversarie.
Mezzo primo tempo scivola con gli azzurri che lavorano sodo, cercano invano la conclusione con Higuain e poi Gargano, ma sono punture di spillo, poi tremano -letteralmente- su un tiro lungo e carogna di Husbauer che centra, pieno, la traversa dopo 17 minuti. Rafael è battuto, quella traversa lo salva, arriva Lafata, capitano e cannoniere, per fare giustizia di quel “legno” e tira a colpo sicuro. E qui Rafael solleva, disperatamente, un braccio e non si sa come respinge quel “colpo sicuro”. Il Napoli è salvo. Fin qui. Ma quel tener palla un po’ lezioso serve a poco, magari per indurre in tentazione l’avversario e addormentare -così si dice- la partita. Ai ragazzi di Benitez un pari sta benone. A quelli di Lavicka, tecnico dello Sparta, servono i 3 punti dovendosi misurare, all’ultimo step, contro lo Young Boys in trasferta. La sfida procede così, il copione rimane intatto con quel senso di tensione che si avverte nel Napoli, che sembra avere una marcia in meno rispetto all’impeto della squadra di casa. Non ci sono pericoli per Stech, il portiere avversario. Mentre Rafael deve chiedere soccorso ad Albiol, al 40′, su un pallone che danza intorno alla linea di porta. Un altro pericolo scongiurato, e qualcosa che si possa aggiustare nell’intervallo. Visto che al di là dello 0-0 ci sono le cifre del match: 6 tiri per lo Sparta (3 in porta, una traversa), 2 per il Napoli (1 in porta) e 4 angoli a 0. Ripresa. Meno pruriti Albiol e Koulibaly, il meglio di sé sembra che lo Sparta lo abbia già concesso, e qualcosa in senso offensivo il Napoli sa costruire. Dà più spinta Callejon, Hamsik evita qualche impaccio, Jorginho tenta la strada del gol e Higuain sbuffa, lotta, cerca palloni buoni fino a quando Benitez lo solleva dal compito, a metà ripresa: dentro Zapata. Un’idea di turn over può servire, il controllo della partita sembra più sicuro. Sembra, appunto. Perché alla mezz’ora, un affondo dello Sparta procura un angolo, e da quell’angolo un tiro di Matejovsky che Rafael devia sulla traversa. Protagonista il portiere del Napoli, protagonista assoluto della serata e di questo 0-0 che è un bene prezioso, decisivo, per il cammino in Europa League. Il Napoli di questa ripresa è comunque cresciuto, traversa-brivido a parte. E la partita finisce con Hamsik che sfiora la zona-gol e lo 0-0 che qualifica il Napoli ai sedicesimi con un turno di anticipo. Per sapere se sarà primo o secondo, dipende da Napoli-Slovan, fra due settimane.
Bravo Napoli. E la spiegazione: perché il Napoli è qualificato. Napoli e Sparta sono a pari punti, 10. Lo Young Boys è a 9. L’ultimo turno si gioca Young Boys-Sparta. E il Napoli è in vantaggio negli scontri diretti con entrambe (3-0 e 0-2 con gli svizzeri, 3-1 e 0-0 con lo Sparta).
Se vince lo Young Boys, svizzeri a 12 punti, Sparta a 10 (ma in svantaggio nello scontro diretto col Napoli).
Se finisce pari, Young Boys a 10, Sparta a 11 (Young Boys in svantaggio nello scontro diretto col Napoli).
Se vince lo Sparta, Sparta a 13 e Young Boys a 9.
Detto questo, l’ultima gara è Napoli-Slovan Bratislava. E se il Napoli vince (non è difficile) si qualifica al primo posto.
Rafael 7 - Due parate, una per tempo, di quelle toste. Che decidono i destini di una partita. E non solo.
Mesto 6 - Gara giudiziosa, attenta. Come deve essere, senza strafare.
Albiol 6,5 - Il coraggio di un intervento difficile, sulla linea del pericolo. Ed è deciso su Lafata, primo attaccante.
Koulibaly 6 - Una distrazione nel primo tempo, poi si tiene stretto ad Albiol.
Britos 5,5 - Subito ammonito, c’è qualche affanno nel seguire la traccia della partita.
Gargano 6 - E’ il primo dei suoi a cercare il gol. Non si ferma mai.
Lopez 6,5 - Corre per se e per i compagni, quando c’è da arginare lo Sparta, soprattutto nel primo tempo.
Callejon 6 - Prima parte in ombra, la seconda un po’ meglio. Niente di male.
Jorginho 6 - Da lui ci si attende qualcosa in più in fase conclusiva, più coraggio.
(31′ st Ghoulam 6 - Fa il suo dovere, nei momenti di tensione finale).
Hamsik 6 - Emerge nella seconda parte del match, e nel finale si avvicina alla zona-gol.
Higuain 5,5 - Un po’ abbandonato a se stesso.
(23′ st Zapata 6 - Meglio di Higuain, ma è il Napoli a fare meglio nell’ultimo quarto della partita).
Benitez 6 - Non è un Napoli che strappa applausi, però l’Europa League (sedicesimi) è un traguardo raggiunto.
SPARTA PRAGA-NAPOLI 0-0
Sparta Praga (4-3-3): Stech 6; Kaderabek 6, Brabec 5,5, Holek 6, Costa 6,5; Husbauer 7 (27′ st Prikryl 6), Marecek 6, Matejovsky 7 (45′ st Vacek sv); Dockal 6, Lafata 5,5, Krejci 6,5. A disp: Vorel, Pamic, Svejdik, Kovac, Schick. All.: Lavicka 6,5
Napoli (4-2-3-1): Rafael 7; Mesto 6, Albiol 6,5, Koulibaly 6, Britos 5,5; Gargano 6, Lopez 6,5; Callejon 6, Jorginho 6 (31′ st Ghoulam 6), Hamsik 6; Higuain 5,5 (23′ st Zapata 6). A disp: Andujar, Henrique, Maggio, De Guzman, Inler. All.: Benitez 6
Arbitro: Marriner (ING)
Marcatori: –
Ammoniti: Matejovsky, Brabec (S), Britos (N)
Espulsi: –
Note: –
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