lug 11, 2014 Claudio Pellecchia Sport 24, Sport USA 0
The King is Back! (fonte foto: www.hiphopmyway.com)
“In Northeast Ohio, nothing is given. Everything is earned. You work for what you have. I’m ready to accept the challenge. I’m coming home”. Firmato LeBron Raymone James. Lo avevamo detto in tempi non sospetti: il ritorno a casa del figlio prediletto di Akron era nell’aria e i movimenti dei Cleveland Cavs lasciavano intendere che l’intenzione era proprio quella di puntare al bersaglio grosso. Missione compiuta: liberare quanto più spazio possibile nel salary cap ha pagato ed ora coach David Blatt si ritrova tra le mani un trio con James, Irving e Wiggins, prima scelta assoluta all’ultimo draft. Davvero niente male per una prima avventura su di una panchina Nba.
Quattro anni dopo la contestata ‘Decision’, la palla a spicchi torna ad avere un senso a ‘Mistake on the lake’. LeBron spiega, in una lettera a Sports Illustrated, il perchè della sua scelta: “La mia chiamata qui va oltre il basket. Ho una responsabilità, essere un leader, e la prendo molto seriamente. A Miami potrei fare la differenza, ma credo che nella mia terra potrei farla ancora di più”. Una scelta di cuore, facilitata anche dall’aver raggiunto (due volte) quel titolo che tanto sognava e che non costituisce più un assillo. Anzi, provare a riconquistare la vetta con chi la vetta non l’ha raggiunta mai può essere uno stimolo in più. Felice anche Dan Gilbert, proprietario dei Cavaliers, lo stesso che dopo lo smacco del 2010 mise in vendita le canotte del nostro a 17 dollari e 41 centesimi, in ricordo della data in cui Benedict Arnold tradì l’esercito degli Stati Uniti per vendersi agli inglesi. Tutto dimenticato, evidentemente: “Sono felice per la gente di Cleveland – dice Gilbert – siamo più vicini al nostro obiettivo: portare un titolo a questa città”.
Ma per una città che ride eccone un’altra che piange. Il futuro dei Miami Heat è ora più incerto che mai dopo lo scioglimento dei Big Three: “Sono deluso – afferma il proprietario Arison – ma non dimentico quello che ha fatto”. Certo 4 finali in 4 anni non si cancellano con un colpo di spugna. Ora però il carrozzone ritorna alle origini. Dove saranno “tutti testimoni”. Ancora una volta.
happy wheelsNasce a Napoli il 07/09/1987. Già collaboratore/redattore per il "Roma", "Il Mattino" e toniiavarone.it, nonostante la laurea in Giurisprudenza ha deciso comunque di intraprendere l'avventura rischiosa e affascinante del giornalismo. Pubblicista dal 2013, ama lo sport e le storie che vi ruotano attorno. Occuparsi di Nba non è un lavoro, ma un piacere.
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