lug 02, 2014 Redazione World Cup Brazil 2014 0
San Paolo (Brasile). Questione di centimetri. Quei pochi che ci sono tra la palla calciata in rete da Di Maria e il guanto di un insuperabile, fino a quel momento, Benaglio, e quei pochissimi che ci sono tra il palo colpito da Dzemaili e la porta difesa da Romero. Tutto in 3′, tutto nei 3′ prima della fine dei tempi supplementari. L’Argentina ringrazia il dio del pallone e approda ai quarti di finale del Mondiale dopo aver battuto la Svizzera per 1-0 al termine di 120′ infuocati con gli ultimi 5′ diventati veramente incandescenti. Alla fine la squadra elvetica si deve arrendere non solo alla forza di un avversario tecnicamente superiore, ma anche alla sfortuna per quel legno colpito dal centrocampista del Napoli subito dopo la rete dell’attaccante sudamericano. Ora l’albiceleste aspetta il Belgio: si giocherà sabato alle 18 a Brasilia. E’ il Mondiale dell’equilibrio quello a cui stiamo assistendo con la big di turno paralizzata dalla grinta e dal coraggio delle “piccole”. Così, dopo Brasile, Olanda, Francia e Germania, tocca all’Argentina soffrire in mezzo al campo e rendersi conto di cosa significa essere considerata la favorita dell’ottavo di finale di questa rassegna iridata. La Svizzera, in linea con i suoi predecessori e forte anche del precedente storico (2-2 col Brasile in una gara giocata proprio qui a San Paolo nel Mondiale del ’50), lotta su ogni pallone con le unghie e con i denti (con qualche “morso” di tanto in tanto alle gambe di Messi e Di Maria), raddoppiando sui portatori di palla appena la sfera supera la linea di 30 metri. Ottimo il lavoro di interdizione di Inler e Behrami che spesso dà l’opportunità ai trequartisti di andare in contropiede. Così le occasioni migliori del primo tempo sono elvetiche: prima Romero deve salvare su un destro a colpo sicuro di Xhaka sugli sviluppi di un corner, poi l’estremo di proprietà della Sampdoria si ritrova il pallone tra le mani quando Drmic, lanciato in profondità da Shaqiri, decide per il cucchiaio dal limite dell’area, ne viene fuori un cucchiaino che fa tirare un sospiro di sollievo a Messi e compagni.
Sabella sa che non è questa la sua Argentina e all’intervallo chiede ai suoi di alzare il ritmo e portare a spasso i centrocampisti elvetici. E’ quello che accade. Messi sale in cattedra e con lui si svegliano anche Di Maria e, soprattutto Rojo. Si gioca ad una porta sola e Benaglio deve vestire i panni di paratutto. Così, dopo un mezzo pasticcio di Romero su una punizione dal limite di Shaqiri, è l’estremo difensore del Wolfsburg a diventare il supereroe della gara. Benaglio prima salva su un sinistro velenoso da dentro l’area di Rojo, poi vola a deviare in angolo su un colpo di testa dal limite dell’area piccola di Higuain, quindi deve intervenire in rapida successione su una conclusione dal limite di Messi e sull’immediata ribattuta di Palacio. Alla fine, però, anche all’Argentina tocca la stessa sorte di Brasile e Germania: i supplementari. Il primo extra time vola via senza particolari sussulti. A guardare le due squadre in campo sembra che la Svizzera faccia l’Argentina e che l’Argentina faccia la Svizzera. Gli elvetici fanno girar palla, si beccano anche gli “olè” dei tifosi di casa, e quando vanno al mini-break ancora con il risultato in bilico pensano già ai calci di rigore. Benaglio, che nel primo tempo supplementare si è dovuto impegnare solo su un colpo di testa di Garay su un calcio di punizione, nel secondo deve tornare a volare per salvare su un sinistro di Di Maria dal limite destinato sotto l’incrocio. La sfida tra i due, però, si ripete qualche minuto più tardi e questa volta per il portiere del Wolfsburg non c’è gloria: il tiro a giro di prima intenzione di Di Maria da dentro l’area di destra è millimetrico e si infila nell’angolo più lontano. Sugli spalti i tifosi argentini sono in delirio, ma gli uomini di Hitzfeld non mollano e allo scadere centrano in pieno il palo con Dzemaili a Romero ormai battuto. Inutile l’assalto finale con l’Argentina forte e fortunata che volta a Brasilia per i quarti di finale.
ARGENTINA-SVIZZERA 1-0 DTS (0-0)
ARGENTINA (4-3-3): Romero 6; Zabaleta 6.5, Federico Fernandez 7, Garay 7, Rojo 7 (15′ pts Basanta sv); Gago 6 (1′ sts Biglia sv), Mascherano 7, Di Maria 8; Messi 7.5, Higuain 6, Lavezzi 6 (27′ st Palacio 7). In panchina: Demichelis, Rodríguez, Aguero, Campagnaro , Orión, Pe’rez, Andujar, Augusto Fernandez, Alvarez. Allenatore: Sabella
SVIZZERA (4-2-3-1): Benaglio 8; Lichtsteiner 6.5, Djourou 7, Schar 7, Rodriguez 7; Inler 7, Behrami 7; Shaqiri 7, Xhaka 6.5 (19′ st Fernandes 6.5), Mehmedi 6.5 (7′ sts Dzemaili sv); Drmic 6 (35′ st Seferovic 5). In panchina: Barnetta, Senderos, Ziegler, Sommer, Lang, Stocker, Burki. Allenatore: Hitzfeld
ARBITRO: Eriksson (Svezia)
RETI: 13′ sts Di Maria
NOTE: pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Xakha, Fernandes, Rojo, Di Maria, Garay. Angoli 13-4 per l’Argentina. Recupero: 0′; 3′; 2′;5′.
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